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La nostra Visione

Che uomo è un uomo che non migliora il suo mondo?

- Dal film "Le Crociate"

A dire il vero più che raccontare di come siamo arrivati a creare il nostro Cerchio, con tutte le attività, i sogni, le speranze che crescono al suo interno, dovremmo spiegare come sia stato il Cerchio a rendersi evidente nelle nostre vite.

Tutto nella vita è Cerchio: vediamo come la Vita stessa sia un Cerchio, nel suo modo ciclico di esprimersi con le stagioni, i cicli lunari, le nascite e le morti. Il Cerchio è onnipresente in Natura, la struttura fisica dell’Universo dalle particelle più piccole ai mattoni che lo compongono è un Cerchio e tutti assieme fanno parte del grande Cerchio dell’esistenza. Il Cerchio è la figura dell’Armonia e non ha punti deboli: la sua forza sta nell’uguaglianza di tutti i punti che lo compongono nell’equidistanza dal centro.

In Giappone, la parola Cerchio si dice Enso e significa tra le altre cose Illuminazione , Forza, Universo. La sua forza è quella di aiutarci a connetterci con la vita, con tutto il creato, ogni volta infatti che ci troviamo a formare un Cerchio con altre persone, in realtà siamo interconnessi tra noi. E con la forza stessa della creazione, rappresentiamo non solo la somma dei singoli individui, ma tutta la vita nella sua manifestazione.

Ciò che tiene unito un Cerchio, che lo rende coeso, è la sua forza centripeta, la sua intenzione che è l’armonia di cui l’essenza alla fine è l’Amore. Questo ovviamente non lo scopriamo noi, ma è da sempre retaggio dell’umanità, che da sempre usava questa forma per ritrovarsi e condividersi attorno ad un fuoco, per scaldarsi e prendersi cura di se stessi e degli altri. Il fuoco che ci ha riuniti in questo Cerchio, che ci ha portato a trovarci attorno alla nostra piccola Tavola Rotonda, miniatura del celebre simbolo di uguaglianza e ideali del regno di Camelot, è il fuoco dell’Amicizia, della ricerca di chi siamo e di chi potremmo essere.

Una delle infinite storie di Re Artù e dei suoi Cavalieri, narra che Merlino propose ad Artù di dare un nome che non esistesse, per un’idea di un regno che non si era mai visto prima, e così Artù chiamò questo regno "Camelot": quale simbolo migliore per i nostri incontri se non proprio la Tavola Rotonda con tutti i suoi Cavalieri?

E’ importante - se non vitale - avere attorno a noi persone che ci rappresentino, che ci facciano da specchio, in modo che basti guardarle (o pensarle) per ri-conoscere (cioè conoscere nuovamente) chi tu sia veramente, come vuoi sentirti e sentirti connesso con la Vita, soprattutto nella nostra quotidianità rumorosa, fatta di pensieri e caos, di paura, di divisioni. La grande malattia della nostra società è l’alienazione, la sensazione di essere divisi da tutto. Il grande e unico problema dell’uomo è un problema di identità.

La Vita non chiede altro che altra Vita, di essere più Vita, nella sua massima manifestazione. Noi siamo Vita, ne siamo pervasi, e quando ci riuniamo, la condividiamo, manifestiamo e portiamo all’esterno ciò che siamo, le nostre qualità e le nostre potenzialità, siamo con essa.

Come dice in modo meraviglioso Neale Donald Walsch, autore di Conversazioni con Dio, “Dare trasforma l’Avere in Essere”. Non c’è niente che ti faccia evolvere e crescere più velocemente come persona, di mettere ciò che sei a servizio degli altri. La Vita non ti chiede altro che tu sia realmente ciò che sei, così come ad un fiore non viene chiesto altro che essere un fiore e questo lo mette nel suo esatto posto al centro del Ciclo della Vita.

Noi questo piccolo fuoco lo abbiamo sentito scaldarci e alimentarlo è nostro compito, perché è un calore che sa di famiglia , di ritorno a casa, di unità. E’ un fuoco che vorremmo condividere accendendo altri cuori che si ritrovino attorno ad altri cerchi, con una sensazione comune di appartenere alla medesima forza. Siamo tutti Vita interpretata in infiniti modi.

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